GlossarioCentrale idroelettricaImpianto che trasforma l'energia posseduta da una massa d'acqua, immagazzinata ad una certa altezza (energia potenziale), in energia elettrica. La potenza installata in una centrale idroelettrica può essere così espressa: P = n x
Q x g x H
Gli elementi fondamentali che costituiscono una centrale idroelettrica sono: l'opera di presa, da un lago naturale, da un invaso artificiale o da un fiume; la condotta forzata che porta l'acqua in centrale; l'edificio della centrale che contiene il gruppo turbogeneratore; i quadri elettrici di controllo e di collegamento alla rete generale di distribuzione dell'energia elettrica e tutti gli elementi necessari al buon funzionamento degli impianti; il canale di scarico che riporta nell'alveo del fiume l'acqua turbinata. Sala macchineStanza nell'edificio di centrale in cui sono alloggiati il gruppo turbogeneratore e i quadri elettrici di regolazione e controllo. Turbogeneratore
Turbina idraulica di tipo Cross-flowL'inventore della turbina di tipo cross-flow fu l'ingegnere australiano A. G. M.
Michell, che ottenne il brevetto nel 1903. Questa turbina viene generalmente considerata una turbina ad azione, e cioè, in parole
semplici, il getto d'acqua che esce dall'iniettore e colpisce le pale è
"libero", cioè a pressione atmosferica (lo stesso vale per l'ugello della
turbina Pelton). Per questi ultimi motivi la turbina cross-flow viene utilizzata negli impianti ad acqua
fluente, privi cioè di invaso, e quindi soggetti a significative variazioni di portata. Le componenti principali sono: Turbina Pelton
|
Combustibile |
S [%] | SOx [g/GJ] | NOx [g/GJ] | Particolati [g/GJ] | CO2 [kg/GJ] |
| Carbone | 0.9 | 584 | 200 | 1100 | 102 |
| Olio combustibile | 1 | 495 | 150 | 60 | 74 |
| Gas naturale | 0 | 0 | 150 | 0 | 57 |
| Paglie | <0.1 | 130 | 130 | 1100 | (*) |
| Legno | <0.1 | 130 | 130 | 500 | (*) |
(* ) In linea di principio, nel bilancio complessivo del ciclo biologico della vegetazione le emissioni dovrebbero essere considerate nulle poiché bilanciate dalla maggiore capacità di assorbimento favorita da una corretta manutenzione del patrimonio boschivo.
In particolare l'accumulo negli ultimi decenni di anidride carbonica (CO2),
il gas che più contribuisce all'effetto serra, viene considerato il maggiore imputato
dell'aumento della temperatura sulla superficie terrestre (riscaldamento globale).
Allo stato attuale le alternative possibili ai combustibili fossili sono solo due:
l'energia nucleare e le energie rinnovabili.

E' la fonte di energia più utilizzata nel mondo (circa 1/3 dei consumi energetici
mondiali sono coperti dal petrolio). Il petrolio è un liquido oleoso, di colore che va
dal giallastro al nero-pece.
Il petrolio deriva dalla decomposizione di materia organica depositatasi nelle diverse Ere
Geologiche sul fondo del mare e successivamente coperta da strati di sedimenti
impermeabili.

E' il gas naturale più semplice degli idrocarburi (CH4); viene chiamato metano,
dall'idrocarburo che per la maggior parte lo costituisce.
La sua origine è legata a quella del petrolio: è il prodotto di una lenta trasformazione
di organismi animali e vegetali in seguito a complessi fenomeni fisici e chimici; perciò
abbonda nelle regioni petrolifere, ma può anche trovarsi in zone povere o addirittura
prive di petrolio, poiché i gas tendono a spostarsi nel sottosuolo con maggior facilità
dei liquidi e si accumulano in sacche.
Il metano è un gas incolore, inodore, non è respirabile e non è velenoso; pesa circa
la metà dell'aria, brucia bene sviluppando calore.
Per l'assenza di residui di combustione, l'alto potere calorifico e per la mancanza di
tossicità , esso rappresenta un'ottima risorsa energetica naturale.
Il metano è utilizzato per produrre energia elettrica al posto del carbone e del
gasolio, ma anche nelle centrali a turbo gas. Per di più è utilizzato per produrre
energia termica nel campo industriale, negli usi domestici e civili e nella industria
chimica.
Infine esso viene impiegato nella produzione di idrogeno.
Il metano è stato considerato per molto tempo un prodotto poco importante, un parente povero del petrolio. Ma negli anni Cinquanta, sono stati scoperti vasti giacimenti di gas in Canada, in Unione Sovietica, in Italia e nel Sahara: è stato proprio il nostro Paese, primo in Europa ad utilizzare diffusamente il metano come fonte di energia. Sono stati trovati importanti giacimenti di gas in Val Padana e successivamente in Abruzzo, Puglia, Sicilia e nel mare Adriatico, con ricerche off-shore. La rete di metanodotti, ha raggiunto la lunghezza di 14.000 km e copre quasi l'intero Paese. La produzione nazionale non è però sufficiente a soddisfare totalmente la richiesta di metano, perciò viene in parte importato dall'Algeria e dai paesi dell'ex-Unione Sovietica, attraverso due metanodotti internazionali di grande diametro.
Con il termine biomassa si definisce una fonte energetica di origine biologica non
fossile.
Essa è costituita da materiali a base di carbonio e idrogeno con un potenziale contenuto
energetico.
Esempi tipici di biomasse sono gli scarti organici industriali, gli scarti agricoli, il fogliame, il legno, la parte organica dei rifiuti urbani, il letame animale.
In generale, una limitazione dal punto di vista economico all'utilizzo di questi materiali a fini energetici è la loro stagionalità nonché; gli elevati costi delle operazioni di raccolta, immagazzinamento e trasporto.
I settori più appropriati per l'uso di biomasse sono:
1)il riscaldamento domestico sia di tipo individuale (caldaie a legna, stufe, caminetti) che collettivo (teleriscaldamento),
2)la produzione di energia termica a vapore per usi industriali,
3)la produzione di energia elettrica,
4)la produzione di biocombustibili liquidi (biodiesel e bioetanolo) per l'autotrazione o per il riscaldamento in aree in cui è elevato il rischio di contaminazione ambientale.
Un
particolare prodotto dei processi di degradazione dei residui organici è il
biogas. Questo è una miscela di sostanze allo stato gassoso, composta da metano
per circa il 50% (perciò è infiammabile), da anidride carbonica per il 30-40%,
da vapore acqueo (anche fino al 5%), da idrogeno solforato (H2S) (per meno del
2%) e da componenti minori (idrogeno, azoto, monossido di carbonio).
Il biogas si forma in molti ambienti naturali: sedimenti fluviali, lacustri e marini,
acque stagnanti, paludi, torbiere, acquitrini...
Le discariche controllate e gli impianti di depurazione sono le principali fonti
"artificiali" di biogas.

Comprende ogni alterazione della normale composizione chimica dell'aria a causa della
presenza o concentrazione di sostanze chimiche in grado di essere nocive all'uomo o agli
altri organismi animali e vegetali, e di recare danno ai beni architettonici,
monumentali,...
I principali inquinanti atmosferici sono: il monossido di carbonio (CO), gli ossidi di
azoto (NOx), gli ossidi di zolfo (SOx), i composti organici volatili, le particelle
sospese (o polveri), il piombo.
Altri inquinanti dell'aria sono i gas a effetto serra
(anidride carbonica, metano, CloroFluoroCarburi, ecc.).

Normalmente le piogge hanno un pH compreso tra 5.0 e 5.6 ; il pH è una misura dell'"acidità": la scala del pH va da 0 a 14. Le sostanze sono dette "acide" se hanno pH inferiore a 7, " neutre", se uguale a 7, "basiche" se superiore a 7.
Le piogge sono considerate "acide" quando il loro pH scende sotto 5,6 e ciò significa che sono almeno 25 volte più acide dell'acqua pura.
Le piogge acide possono formarsi per emissione diretta nell'atmosfera di acido cloridrico, o più comunemente a causa degli inquinanti dell'aria: ossidi di azoto NOx ( provenienti soprattutto dalle emissioni di autoveicoli), o anidride solforosa SO2 (emessa dai combustibili fossili).
I principali impatti ambientali delle piogge acide sono:
- alterazione del pH degli ecosistemi acquatici e danni agli organismi che vi vivono;
- danni alle foreste e alla vegetazione in generale;
- acidificazione dei suoli e conseguente rilascio di metalli tossici dal suolo all'ambiente (acque superficiali e sotterranee), con danni all'agricoltura;
- aumento delle malattie alle vie respiratorie;
- danni alle costruzioni (monumenti, edifici storici...).
La
temperatura della superficie terrestre viene mantenuta a circa 15¡C (valore
confortevole per l'uomo e per la vita) da una complessa interazione tra la Terra,
l'atmosfera, la radiazione solare e quella infrarossa, cui si dà il nome di
"effetto serra".
La radiazione solare, che viene assorbita in minima parte dall'atmosfera, riscalda
la Terra la quale riemette energia sotto forma di radiazione infrarossa. Alcuni
gas presenti nell'atmosfera (vapore acqueo, anidride carbonica, metano, CFC,
ossido di azoto) sono in grado di assorbire questa radiazione e così scaldano
gli strati più bassi dell'atmosfera e la superficie terrestre (per questo vengono
detti "gas serra"). 
L'incidenza dell'effetto serra sul clima è notevole: se non esistesse, la temperatura
media della superficie terrestre sarebbe di -18°C!
A partire dalla Rivoluzione Industriale, però, le emissioni dei gas serra sono aumentate
drasticamente e gli scienziati temono che questa rapida variazione abbia effetti negativi
sull'ecosistema planetario.
Un riscaldamento eccessivo dell'atmosfera può infatti provocare:
- lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari e conseguentemente l'innalzamento del livello dei mari;
- l'alterazione sul regime e la distribuzione delle precipitazioni, aumentando per alcune aree i rischi di desertificazione e provocando danni all'agricoltura;
- l'aumento dell'umidità atmosferica, soprattutto alle basse latitudini, e l'incremento dei fenomeni meteorologici violenti (temporali, uragani, ...).
Per diminuire il ritmo di emissione di gas serra nell'atmosfera, la comunità internazionale sta concordando misure per ridurre il consumo di combustibili fossili, aumentare il risparmio energetico, utilizzare energie alternative e sistemi produttivi più efficienti, evitare gli sprechi attraverso il riutilizzo e il riciclaggio.
E'
un gas costituito da tre atomi di Ossigeno (O3).
E' naturalmente presente nella parte alta dell'atmosfera (stratosfera, a 15 - 30 km di
quota), dove forma il cosiddetto "strato di ozono", capace di assorbire i raggi
UV e perciò di proteggere gli organismi viventi da questa radiazione solare pericolosa
per la loro salute. Alcuni composti chimici prodotti dall'uomo sono in grado di
"distruggere" lo strato di ozono stratosferico (buco nell'ozono).
Tra i principali: i CFC o Clorofluorocarburi, gli HCFC o Idroclorofluorocarburi, e altri
composti contenenti Cloro o Bromo.
Oltreché nella stratosfera, l'ozono può essere presente anche nella troposfera (lo strato di atmosfera fino a circa 8-12 km di quota). In questo caso si parla di "ozono troposferico" ed esso rappresenta un pericolo per la salute degli organismi. L'ozono troposferico si forma per azione della radiazione solare su alcuni inquinanti presenti soprattutto nelle aree urbane (ossidi di azoto e composti organici volatili). Il fenomeno, indicato con il termine di smog fotochimico per il ruolo svolto dalla radiazione solare, è frequente nelle città, nelle ore più calde delle giornate estive. La presenza di ozono nell'aria che respiriamo provoca irritazioni alle vie respiratorie, agli occhi, e rallenta la crescita di piante e animali.
Detti anche "freon", i CFC sono composti organici a base di carbonio, fluoro,
cloro e idrogeno. Sono stati largamente usati come propellenti per bombolette spray,
fluidi refrigeranti, solventi e agenti schiumogeni,
A partire dagli anni 70, si è scoperto però che essi rappresentano una minaccia per
l'ambiente. I CFC rilasciati nell'aria si accumulano nella stratosfera dove possono
intaccare lo strato di ozono. Le molecole di CFC infatti, per azione della radiazione
solare ultravioletta, rilasciano atomi di cloro che reagiscono con l'ozono, sottraendolo
allo strato.
A causa della loro pericolosità per lo strato di ozono essi sono stati banditi fin dalla
fine degli anni '70 negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Scandinavi. A partire dagli
anni '80 anche le altre nazioni hanno iniziato a ridurne la produzione e a sostituirli con
sostanze meno pericolose (protocollo di Montreal del 1987, Accordo di Londra del giugno
1990).
I CFC sono anche potenti gas serra.
E' quella forma di energia che si manifesta durante le trasformazioni del nucleo atomico.
Le trasformazioni che liberano quantità di energia utilizzabili a fini pratici sono la
fissione (rottura dei nuclei pesanti) e la fusione (unione di nuclei leggeri); attualmente
è possibile utilizzare soltanto l'energia che si libera nella fissione dei nuclei di
pochi isotopi di elementi chimici pesanti: l'uranio-235, contenuto in piccola
concentrazione nell'uranio naturale, il plutonio-239 e l'uranio-233, che si ottengono
artificialmente nei reattori nucleari.
Le centrali nucleari differiscono da quelle termiche tradizionali soltanto per il fatto
che la fonte di calore per generare vapore è costituita da un reattore nucleare:
l'energia termica sviluppata dalla fissione dell'uranio viene ceduta a un fluido speciale
(circuito primario) che a sua volta la cede all'acqua in un circuito secondario.
Ben note sono le argomentazioni che in alcuni paesi hanno portato alla messa al bando
dell'energia nucleare; inoltre, dopo l'incidente di Cernobyl, anche in altri paesi è
stato sospeso o ridotto il funzionamento delle centrali nucleari.

L'energia del vento viene sfruttata mediante l'impiego di macchine eoliche (o aeromotori) in grado di trasformarla in energia meccanica di rotazione, utilizzabile sia per l'azionamento diretto di macchine operatrici che per la produzione di energia elettrica: in quest'ultimo caso il sistema di conversione (che comprende un generatore elettrico con i sistemi di controllo e di collegamento alla rete) viene denominato aerogeneratore. Il componente meccanico principale è il rotore, costituito da un certo numero di pale fissate su di un mozzo e progettate per sottrarre al vento parte della sua energia cinetica e trasformarla in energia meccanica di rotazione.
La tipica configurazione di un aerogeneratore ad asse orizzontale è schematizzata
nella figura seguente:
L'energia eolica è stata largamente utilizzata sin dall'antichità in svariate applicazioni; i primi mulini a vento comparvero nelle aree considerate la culla delle civiltà: Mesopotamia, Cina, Egitto. In Europa i mulini a vento apparvero in ritardo, nel Medioevo, ai tempi delle Crociate ma furono poi largamente utilizzati.
I primi generatori di energia elettrica azionati dal vento risalgono agli inizi del
'900 e una rapida evoluzione sul piano tecnologico fu compiuta durante il periodo tra le
due Guerre Mondiali.
In seguito però l'utilizzazione su grande scala dei combustibili fossili, che nel secondo
dopoguerra forniva energia a costi bassissimi, portò a un quasi completo abbandono delle
ricerche e della produzione di aerogeneratori.
Negli ultimi anni, l'affinamento delle tecnologie e considerazioni di tipo ambientale che
spingono l'opinione pubblica a domandare l'utilizzo di fonti energetiche
"pulite" e rinnovabili hanno riproposto la validità dei generatori a vento.
I maggiori produttori europei si trovano nei Paesi Bassi e in Germania, in Italia la maggior azienda manifatturiera è la Riva Calzoni che ha ideato i sistemi "monopala".

I pannelli solari sono gruppi di moduli fotovoltaici montati su una stessa struttura di
sostegno; un modulo fotovoltaico, a sua volta, è un insieme di celle fotovoltaiche,
dispositivi in materiale semiconduttore in grado di convertire la radiazione solare in una
corrente di elettroni.
Collegando in serie-parallelo un insieme opportuno di moduli si ottiene un generatore
fotovoltaico che produce una quantità di energia variabile nel corso dell'anno in
funzione del soleggiamento e della latitudine della località in cui è collocato; la
struttura meccanica che sostiene i moduli è comunque in grado di orientarsi in modo da
massimizzare l'irraggiamento solare.
Un
impianto fotovoltaico è costituito da un insieme di componenti meccanici, elettrici
ed elettronici che captano l'energia solare e la trasformano direttamente in
energia elettrica, in modo da renderla disponibile agli utenti.
I collettori solari sono l'elemento essenziale di un impianto per la produzione di acqua calda per uso domestico/sanitario, basato sul principio fisico dell'utilizzazione della radiazione solare per via termica: l'energia solare viene impiegata per innalzare la temperatura di un liquido e sfruttare questo salto termico per il riscaldamento dell'acqua da utilizzare. Generalmente il collettore è costituito da: una copertura trasparente (lascia passare la radiazione in arrivo e blocca quella in uscita), un assorbitore metallico (assorbe la radiazione e trasmette il calore al fluido termovettore), dei canali di circolazione ed un isolamento termico.

Ente Nazionale Idrocarburi - è una società energetica che si occupa principalmente di
attività di ricerca e produzione di idrocarburi, di approvvigionamento, trasporto e
distribuzione del gas naturale, di raffinazione e distribuzione di prodotti petroliferi e
di attività petrolchimica.
Fu costituita nel 1953 per promuovere e sviluppare le attività energetiche nazionali.
Oggi l'ENI opera in 77 Paesi con oltre 80.000 dipendenti e produce più di 1 milione di barili di petrolio equivalente al giorno; è quotata sulle borse di New York e Milano e occupa ormai da tempo una posizione di rilievo nel club delle grandi compagnie mondiali.
Può essere considerata infatti "l'Ottava Sorella" intendendo "Le sette sorelle" il termine giornalistico con cui erano conosciute le principali società petrolifere (British Petroleum, Exxon, Gulf, Mobil, Royal Dutch Shell, Standard Oil of California e Texaco), che hanno controllato la produzione e il commercio internazionale del petrolio fino agli inizi degli anni settanta, quando si è formato il cartello dei paesi produttori (OPA).
Ente Nazionale per l'Energia Elettrica - è una Società per azioni che produce,
trasforma e vende energia elettrica.

L'Enel nasce con la legge n. 1643 del 6 dicembre 1962 con il compito di realizzare una
diffusione capillare e omogenea del servizio elettrico nel Paese e, di fatto, inizia la
sua attività nel 1963 con il graduale assorbimento di circa 1250 imprese elettriche.
Attualmente,
con 59.000 Megawatt di potenza installata e 29 milioni di clienti Enel si pone
tra le maggiori aziende elettriche mondiali: copre l'80% della produzione di
energia elettrica italiana ed è per importanza, al terzo posto nel mondo.
Enel vive oggi una fase di cambiamento mirato ad affrontare il nuovo scenario del mercato
elettrico europeo. In particolare l'Azienda prevede una liberalizzazione graduale e
consistente del mercato dell'energia elettrica a partire dal 19 febbraio 1999, secondo
quanto stabilito dalla Direttiva europea 96/92.
E' un'azienda che gestisce i servizi pubblici che le vengono assegnati direttamente
dagli Enti Locali. I più rilevanti sono: i trasporti, la distribuzione dell'energia
elettrica, del gas e dell'acqua, la nettezza urbana, la depurazione, etc
Nei confronti degli Enti Locali l'azienda municipalizzata gode di ampia autonomia di
gestione ma non le è riconosciuta una personalità giuridica propria. Recentemente si è
avviato un processo di privatizzazione delle aziende con la loro trasformazione in
società di capitali.

E' un mezzo di trasporto pubblico senza rotaie azionato da un motore elettrico, a sua volta alimentato da una rete aerea. La trazione filoviaria, per l'assenza di gas di scarico, è soprattutto vantaggiosa nei servizi urbani, tanto che in diverse aree metropolitane con elevato rischio di inquinamento è oggi in forte sviluppo.
Il
concetto di "energia pulita" è strettamente legato a quello di "sviluppo
sostenibile".
Il rapporto della Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo del 1987 precisa
che lo sviluppo sostenibile è "quello che soddisfa i bisogni del presente senza
compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri".
In realtà lo sviluppo sostenibile non nega la crescita ma considera l'intervento
tecnologico come lo strumento per rendere più produttivo l'ambiente, anche se in questo
modo lo trasforma.
L'ambiente
è una risorsa finita, soltanto in parte rinnovabile, esso inoltre ha una limitata
capacità di carico, nel senso che riesce ad assorbire una certa quantità di
inquinanti risanando il danno subito, ma una volta superata una certa soglia,
il danno non riesce ad essere riassorbito in tempi ragionevoli e l'effetto è
irreversibile.
Particolare attenzione va posta nella produzione dell'energia di cui si ha continuamente bisogno, nella scelta delle fonti energetiche e delle tecnologie di trasformazione, in modo da contenere il più possibile l'effetto sull'ambiente.
Per ridurre l'impatto ambientale dell'energia è possibile agire su due diversi fronti:
favorire il risparmio energetico, cioè ridurre i consumi e in particolare gli sprechi di energia, a parità di produzione e/o di benessere;
sostituire le fonti energetiche di tipo tradizionale, legate essenzialmente a fonti di tipo fossile, con nuove fonti di tipo alternativo: rinnovabili e più pulite.
Si definiscono fonti "rinnovabili" di energia quelle fonti che, a differenza
dei combustibili fossili e nucleari, destinati ad esaurirsi in un tempo finito, possono
essere considerate virtualmente inesauribili.
Esse comprendono l'energia solare, idraulica, del vento, delle biomasse, delle onde e
delle correnti marine.
Sono inoltre considerate come tali l'energia geotermica, presente in modo concentrato
in alcuni sistemi profondi nella crosta terrestre e l'energia dissipata sulle
coste dalle maree, dovute all'influenza della luna. 
Infine anche i rifiuti, per la loro composizione e poiché la loro produzione inevitabilmente accompagna la vita e le attività dell'uomo, vengono considerati fonte di energia rinnovabile.
Le fonti rinnovabili sono diffuse e disponibili, nelle loro varie forme, a tutte le
latitudini e possono essere convertite in energia utilizzabile industrialmente con
tecnologie ormai largamente collaudate.
L'impatto sull'ambiente varia significativamente a seconda della fonte e della tecnologia
utilizzata, ma in ogni caso è nettamente inferiore a quello dei combustibili fossili.
In particolare, le emissioni di gas serra sono limitate ad alcune fonti e comunque molto contenute.
A questo proposito il Protocollo di Kyoto, approvato nel dicembre 1997 dalla
Convenzione sui cambiamenti climatici (UNFCCC) cui hanno partecipato 10.000 persone in
rappresentanza di 170 stati, costituisce una grande opportunità per rilanciare anche in
Italia le fonti rinnovabili.
L'accordo infatti impegna i paesi industrializzati a ridurre in modo drastico le emissioni
di gas serra entro il 2010 e a tal scopo in generale le direttive europee prevedono il
raddoppio del contributo energetico delle fonti rinnovabili.
Purtroppo rispetto agli idrocarburi fossili il costo dell'energia rinnovabile è ancora
molto elevato, ma soprattutto - con esclusione delle centrali idroelettriche - la potenza
unitaria installabile è ancora troppo limitata per poter soddisfare gli enormi fabbisogni
energetici dei Paesi Industrializzati.
Ad esempio, per poter sostituire una centrale termica di medio-bassa potenza - circa 30 MW
- sarebbero necessari 600 aerogeneratori di medio-alta potenza unitaria - 500 kW - che
comunque non potrebbero garantire la continuità della produzione in assenza di vento.
Si pensi inoltre che un singolo aerogeneratore da 500 kW è costituito da un complesso elettromeccanico (pale, mozzo, rotore, etc ) il cui peso supera le 10 tonnellate ed è collocato sulla sommità di una torre di acciaio alta 40/50 metri.
La strada per la produzione di energia pulita è ancora molto impervia e faticosa, ma é tracciata: bisogna percorrerla a tutti i costi perché ne va del futuro del nostro pianeta!
In base al D.L. 112 del 31.03.1998, le regioni possono dichiarare "aree a elevato rischio di crisi ambientale" quelle aree caratterizzate da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, nell'atmosfera e nel suolo che comportano rischio per l'ambiente e la popolazione.
La dichiarazione ha validità per un periodo di cinque anni ed è rinnovabile una sola volta.
Per queste aree le regioni definiscono un piano di risanamento per limitare le situazioni di rischio e promuovere il ripristino ambientale.
... Quali sono nella tua regione le aree a elevato rischio ambientale?

Scoprilo e aderisci al progetto:
"SCOVIAMO
INQUINOLANDIA;
PER RENDERE PIU' REALE IL MONDO DELLA FANTASIA!"