Il fiume

Infatti, guardando il calendario, Turbina scopre che si era già ad agosto inoltrato e, come aveva studiato sul suo libretto di uso e manutenzione, era proprio il periodo in cui poteva lavorare part-time, farsi toilette e prendersi un po’ di riposo.
Dopo aver lubrificato bene i cuscinetti, essersi data l’olio abbronzante sulle parti più delicate e aver stretto bene tutte le viti, Turbina decide di andare a perlustrare i dintorni.
Esce dalla centrale e incomincia a scendere lungo il fiume saltando da una pietra all’altra, la giornata è bellissima, le cicale cantano e fa anche tanto caldo.

Oltrepassata un’ansa del fiume, vicino ad una pozza d’acqua, Turbina vede all’improvviso un gambero tutto sudato che gesticolando blaterava come il grillo parlante.

<<Cosa è successo?>> gli chiede Turbina.
<<Una tragedia!! Una tragedia!! >>
<<????>>
<<Tutti gli anni, nei mesi estivi nel fiume c’è poca acqua; fin da piccoli sappiamo che dobbiamo stare lontani dalla Centrale Idroelettrica perché ruba l’acqua. Ma quest’anno stavo inseguendo Ursula, la gambera rossa che mi mostra sempre le sue otto gambe e poi sparisce, e … mi sono perso.
Adesso ho capito che sono troppo vicino alla centrale e quindi morirò, come quel povero pesce che sta boccheggiando nella pozzanghera.
E tu chi sei?>>

Turbina ascolta esterrefatta il racconto del gambero e non osa rispondergli: due grosse lacrime le scendono sulle guance.
<< Ti aiuterò io >> dice Turbina.
Raccoglie il gambero e mette il pesce nella girante, si affretta giù per il fiume fino a raggiungere il canale della centrale e lì libera gli amici nell’acqua fresca.

<< Addio!>> Le grida il gambero
<< Blop Blop>> le sussurra il pesce